Trekking Costa degli Infreschi

Trekking Costa degli Infreschi – In pochi chilometri di un litorale frastagliato si concentrano insenature, grotte, spiaggette, rade, sorgenti d’acqua sottomarine, il tutto incorniciato da macchia mediterranea, uliveti e vigneti e preziose specie endemiche come la Primula Palinuri. Numerose le testimonianze di insediamenti umani che rendono l’area ancora più interessante, dalle torri medievali fino alle grotte preistoriche con resti archeologici del Paleolitico.

1. La costa degli Infreschi andata a pieti eventuale ritorno in barca. Dislivello 350 m in salita e 350 mtin discesa. La passegiata permette di di conoscere da terra e da mare uno dei tratti di Costa più belli del Parco Nazionale del Cilento. Si visitano Grotte Preistoriche.

2. La Fenosa e Pineta di San Cono. La passeggiata delle 5 torri permette di ammirare la costa Occidentale di Marina di Camerota. con le sue bellissime spiagge e la bellissima pineta di san Cono, dove si estraeva l’incenso fino agli anni .

3. La collina della Molpa e il Promontorio di Capo Palinuro. Questa Passeggiata permette di conoscere tutte le bellezze del Capo famoso sin dall’antichità e frequentato da turisti di eccezzione come Cicerone, Bruto, ecc.. E’ prevesti il rientro in barca

4. La Timpa del Piombo e la costa della Masseta. La passeggiata permette di conoscere tutta la costa del parco che ricade nel golfo di policasto e di visitare il Santuario di Pietra Santa con il Paese di Scario. Rientro in Bus

5. Monte Sant’ Antonio e monte San Cono.  Partiti a piedi dall’albergo si raggiunge la Località Sinna dando uno sguardo al vecchio edificio delle 100 cammarelle. A Sinna si visita il Vecchio Frantoio Giannoccari. Raggiunto l’altopiano di Vistieli attraverso la Ricella si raggiunge l’ Oasi di Castaneto dove si consuma la Colazione. Successivamente si raggiunge l’abitato di Camerota dove si prende il bus e si rientra in albergo.

6. Il Sentiero dei Briganti. Raggiunto in bus il Vecchio Borgo di San Severino si imbocca la Vecchia Ferrovia abbandonata e inizia la salita della Tragara che offre notevoli Scorci panoramici sulle gole del fiume Mingardo. Raggiunto l’Epitaffio si ammira il Castelluccio e in lontanaza il mare di  Palinuro con l’arco Naturale. Successivamente si raggiunge il Passo dell’Annunziata con l’ononimo Santuario e fatta colazione si raggiunge il Paese di Licusati ammirando Olivi Millenari veri monumenti Vegetali. Rientro in Bus.

(accompagnati dalle Guide Ufficiali del Parco)

Oasi WWF Grotte del Bussento

Oasi WWF Grotte del Bussento di Morigerati è una splendida area protetta dal 1995 di 600 ettari dove si può passeggiare tra una vegetazione lussureggiante lungo un facile sentiero che dal centro di Morigerati porta alla Grotta nella quale il fiume carsico Bussento ritorna a scorrere in superficie dopo aver percorso circa 4 km nelle viscere della terra. L’ingresso alla grotta è davvero spettacolare, un portale alto 20 metri e largo 10: si accede scendendo una scala scavata nel calcare e poi un ponte di legno permette di oltrepassare il fiume che si vede scaturire dalla roccia sottostante.

L’Oasi è il progetto di conservazione più importante del WWF Italia e rappresenta l’intervento concreto in difesa del territorio naturale e della biodiversità. Creata nel 1985, ha una estensione di 607 ettari. È un’oasi di protezione della fauna, soggetta a vincolo paesaggistico ed idrogeologico. La gestione è diretta, in convenzione con il comune di Morigerati.

Un canyon ricoperto da lussureggiante vegetazione da visitare percorrendo un sentiero che si snoda dal centro storico lungo un ruscello con sorgenti, cascate, un antico mulino fino alla grotta dove si assiste alla risorgenza del fiume carsico Bussento. L’Oasi si trova all’interno di un Sito d’Importanza Comunitaria (SIC IT8050016) nel Comune di Morigerati (Sa). L’area si estende per circa 607 ettari all’interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ed è anche nella lista mondiale dei Geoparchi. L’Oasi di Morigerati è un geosito “principale” per il rilevante fenomeno carsico.

Le Grotte di Pertosa

Le Grotte di Pertosa – ll lavorio incessante della natura da 35 milioni di anni, ha creato quella che oggi è una magica esperienza alla portata di tutti: le Grotte di Pertosa-Auletta. Le Grotte di Pertosa – Auletta attrae ogni anno migliaia di visitatori che scelgono questo luogo per diversi aspetti che vanno dall’interesse naturalistico, speleologico a quello archeologico che ne fanno uno dei siti più importanti della penisola. Oggi è possibile seguire ed ammirare i tragitti che si snodano per circa 3000 metri sotto l’imponente mole del massiccio degli Alburni.

Il tratto iniziale delle Grotte è invaso dalle acque del fiume Negro, un fiume proveniente dalle più recondite profondità che offre un affascinante ed inconsueto viaggio in barca fino a raggiungere un piccolo approdo dal quale ci si inoltra nelle viscere della terra immersi in un silenzio magico, laddove luci ed ombre si incontrano e si confondono in un gioco sempre nuovo, rimanendo incantati dallo scrosciare della grande cascata naturale.

L’origine delle Grotte di Pertosa-Auletta (la cui denominazione ufficiale è “Grotte dell’Angelo di Pertosa-Auletta),  è fatta risalire a ben 35 milioni di anni fa, sono le più importanti dell’Italia del sud, le uniche ad essere attraversate da un fiume sotterraneo, il Tanagro o Negro, il cui corso è stato deviato a scopo di utilizzo energetico. Così facendo l’entrata delle Grotte si è allagata, tanto da permettere l’accesso all’interno, solo attraverso suggestive barchette sapientemente guidate da esperte guide del Comitato Pro Grotte dell’Angelo.

Certosa di San Lorenzo a Padula

Certosa di San Lorenzo a Padula – Oggi la Certosa ospita il Museo Archeologico della Lucania Occidentale. La Certosa ospita anche il Museo Archeologico della Lucania Occidentale, interventi paesaggistici sui giardini delle celle realizzati nell’ambito della manifestazione “Ortus Artis” ed una vastissima collezione d’arte contemporanea con oltre cento opere realizzate durante le mostre “Le Opere e i Giorni” e “Fresco Bosco”. Nella saletta dell’appartamento del Priore è in esposizione la mostra permanente “La Certosa di Padula nel libro di Thomas Salmon del 1763 e nella cartografia del XVIII secolo”, facilitandone la visione e la consultazione mediante l’installazione espositiva inserita nel normale percorso di visita museale in Certosa.

Certosa di San Lorenzo a Padula, è uno dei più importanti complessi monastici d’Europa, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. L’impianto planimetrico rispecchia nella distribuzione e organizzazione degli spazi architettonici la vita religiosa dell’ordine certosino. Si suddivide infatti in due grandi aree: la “casa bassa”, più a contatto col mondo esterno, ove si svolgevano le attività di sostentamento della comunità certosina (spezieria, stalle, granai e depositi ubicati nella corte esterna) e la “casa alta” con gli spazi della vita comunitaria dei monaci (chiesa, cucina, refettorio, sala del tesoro e del capitolo) e gli ambienti di stretta clausura organizzati intorno al chiostro grande (celle dei monaci e giardini, appartamento del priore, biblioteca).

Visite Guidate Velia – Parco del Cilento

Visite Guidate Velia – Tra il VII e il VI secolo i Focesi, provenienti dall’Asia Minore fondarono Elea (divenuta Velia in epoca romana). Elea divenne in pochissimo tempo un importante centro culturale, destinato a passare alla storia grazie alla Scuola Eleatica di filosofia, fondata da Parmenide e dal suo discepolo Zenone nel 480 a.C.

Visite Guidate Velia Sito archeologico di rilevanza mondiale, tanto da essere stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità; patria di una scuola filosofica che ha influito e influisce ancora oggi sul pensiero occidentale; città fondata circa 2500 anni fa da un popolo di ardimentosi viaggiatori che dovettero fuggire dalla madrepatria Focea, in Asia minore, per non ridursi in schiavitù e sottomettersi ai Persiani.

Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, nell’area di Marina di Ascea, in provincia di Salerno, sorge l’antica città greca di Velia Elea, patria della scuola filosofica di Parmenide e Zenone. Qui è stata riportata alla luce l’area archeologica della città fondata dai Greci di Focea nel VI secolo a.C. con il nome di Hyele, trasformato, poi, in Velia in età romana: alla città, divenuta municipio nell’88 a.C., fu consentito di conservare l’uso della lingua greca e la facoltà di battere moneta. Velia fu fondata dai focei nel 540 A.C., i quali non accettando la dominazione persiana e costretti alla fuga, dopo vent’anni di peregrinazioni nel mediterraneo, scelsero la costa del Cilento per stabilirvisi in quanto richiamava alla loro mente la terra natia. Interessante fu la scuola filosofica che fiori’ ad Elea-Velia i cui maggiori rappresentanti furono Parmenide e Zenone.Visita ad un caseificio con degustazione dei prodotti caseari.

E’ allora un obbligo andare a scoprire come 2000 anni fa avevano inventato una sorta di primordiale condizionatore o un rudimentale muro antisismico, o come, senza la nostra tecnologia, riuscivano a costruire dei teatri che dopo quasi 25 secoli, conservano ancora un’acustica tale da far invidia ai migliori ingegneri contemporanei! L’escursione, della durata effettiva di circa due ore, è da svolgersi preferibilmente durante le ore mattutine della giornata e in favorevoli condizioni meteo.

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